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un Museo [l'italia in sé, è roba da museo]


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Siamo due turisti a New York, dobbiamo pagare il biglietto del Met (Metropolitan Museum of Art), il ragazzo alla cassa gentilmente ci chiede: – Quanto volete pagare? – Ci guardiamo in faccia come per dire: “ma che domanda è?”; il prezzo indicato è di 25 dollari a persona…

Il ragazzo capisce lo sguardo e prosegue, illustrandoci brevemente la policy del Met, si può pagare quanto si pensa di dover “spendere” per la visita; ecco il primo capolavoro, e in quel momento ho pensato a bambini, pensionati, disabili, studenti, professori, appassionati e collezionisti d’arte… in pratica se sei a New York puoi permetterti di entrare praticamente quando vuoi (o puoi) in uno dei musei più importanti al mondo, uno dei musei più grandi al mondo.

Questo lo possiamo chiamare un bel gesto, civiltà o se volete welfare, in pratica una buona pratica. su questo modo di accogliere i visitatori di ogni tipo, ho letto buone notizie (non per noi italiani) in questo post di Roberta Milano: Cambiare la cultura della cultura

Se si ammira quanto c’è di americano e non-americano al Met, come italiano non mi viene da pensare, mi viene istintivamente un dubbio, una domanda: quand’è che abbiamo perso il senso e il gusto per tutta questa vasta enorme opera che è l’italia e quello che possediamo? Ci siamo forse stancati di palazzi, borghi, affreschi, piazze, sculture, biblioteche, arazzi, ville, quadri, castelli, chiostri… Ci è forse diventato indifferente il bello, tanto siamo immersi in un continuo scorcio indimenticabile?

Tornati in italia, leggiamo ogni giorno discussioni sul nostro patrimonio artistico e culturale, tanto è il bisogno di rivendicarci per quello che siamo: una delle nazioni al mondo, artisticamente più dense. Così mi capita di leggere anche di come gestiamo il patrimonio artistico italiano

gli incassi di tutti i musei statali italiani ammontano complessivamente a meno del 40 per cento di quelli conseguiti dal solo Metropolitan Museum

mi domando se ho il coraggio di rigirare ulteriormente il coltello nella piaga e di aggiunge che il Met è in pratica a offerta libera!

Probabilmente siamo convinti che i turisti arrivino per vedere la maestosità di condomini a perdita d’occhio, allora investiamo nel mattone, tra qualche secolo i giapponesi manderanno i loro droni a fotografare giusto quelli, i mattoni (anzi per dirla da romagnolo: i matoni); costruiamo un solido futuro a 4 mura, magari a ridosso di una scogliera o di un argine, se poi fatalmente ci andrà male…

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arte, calligrafia

Ink Art: passato e presente nell’Arte della cina contemporanea


Ho avuto la fortuna di vedere una mostra sull’arte cinese contemporanea al Met, dico fortuna, perché  il rapporto che hanno i paesi dell’estremo oriente con la loro scrittura è innegabile e affascinante, e una delle mie passioni è proprio il rapporto (che ho) con la scrittura e la calligrafia; nelle opere esposte a Ink Art lo stile della scrittura e della calligrafia sono trattati in infinite maniere: trasfigurate, ripetute fino all’esasperazione, fino a saturare supporti e immagini, la scrittura viene sezionata e scomposta o vista come composizione, rielaborata e trattata come una decorazione o grafica… arte e calligrafia (la calligrafia è arte).
Ecco alcuni dei frammenti che ho preferito della mostra.

La ripetizione

Un testo ripetuto decora, diventa un motivo, crea un pattern, poi scritto ancora e ancora si astrae fino a diventare un ricordo della scrittura, ritorna segno e finisce come un gesto di colore in opere come Family Tree di Zhang Huan o in Writing the “Orchid Pavillion Preface” On Thousand Times di Qiu Zhijie

foto dell'opera Family Tree di Zhang Huan

Opera: Family Tree di Zhang Huan

 

Opera Writing the "Orchid Pavillion Preface" On Thousand Times di Qiu Zhijie

Writing the “Orchid Pavillion Preface” On Thousand Times di Qiu Zhijie

Le foto delle opere si possono vedere direttamente dal sito del Met: Family Tree e Writing the “Orchid Pavilion Preface” On Thousand Times

 

L’inchiostro come materia
Diventa spessore, e si rende materico negli strati in 3 opere: 100 Layers of Ink di Yang Jiechang

Inchiostro rappreso è più un simbolo che traccia, della grafia rimane una enorme macchia, è più il ricordo dell’inchiostro che altro, ma il tempo che rappresenta questo ricordo è vero e pesante, monolitico.

L’inchiostro ci sembra impalpabile quasi insistente, sembra immateriale, in questi grandi pannelli prende consistenza e acquista un suo tempo, una sua età.

 

Ideogrammi

Character Image of Black Character Font – Wu Shanzhuan sono ideogrammi così grandi da apparire come un’opera grafica, un gesto forte che riassume una potenza fisica, quella che serve per tracciare una pennellata enorme, c’è peso e velocità, mi è venuto in mente Yasaburo un saggio dell’arte calligrafica citato in Hagakure (testo giapponese):

Si dovrebbe scrivere con caratteri sufficientemente larghi da riempire la pagina con un solo ideogramma, e con abbastanza vigore per strapparla. L’abilità nella calligrafia dipende dallo spirito con i quali viene praticata.

 

Ideogrammi come un alfabeto
Il rapporto occidentale con la scrittura è mediato dall’alfabeto, ma in oriente non è così, l’opera di Xu Bing è una trasformazione delle parti degli ideogrammi in lettere, in modo tale che un ideogramma diventa la composizione di una parola occidentale.

l’immagine di una tavola di An Introduction to Square Word Calligraphy, l’alfabeto riscritto con uno stile di ideogrammi cinesi, da notare l’ordine in cui sono state scritte le lettere: dall’alto verso il basso.

 

image of An itroduction to square word calligraphy by Xu Bing

Xu Bing – An itroduction to square word calligraphy

Ci sono altrettante opere egualmente belle, ma come ogni mostra, il valore andrebbe apprezzato dal vivo, sono stato contento vedre una esposizione che mostra il rapporto artistico cinese con il suo passato, in cui inserisce nuovi elementi o destabilizza la tradizione; un atteggiamento che l’occidente ha sepolto più di un secolo fa, senza lasciare un ponte, lasciando alle scuole il manierismo senza una riva con il presente, pochi gli istituti o gli insegnanti che traghettano gli studenti guardando l’orologio piuttosto che il calendario.
Ho visto che il passato artistico orientale può essere raccontato e rivisto non solo riscoperto, può essere riproposto o utilizzato come stile per raccontare qualcosa di attuale.
Vi auguro una esposizione altrettanto esplicita su un paese che vediamo solo dal punto di vista economico/sociale.

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Pinterest una versione per le feste natalizie


Pinterest ha preparato una versione del loro servizio tutta natalizia, un calendario dell’avvento fatto di Pinterest Board, di utenti e brand, questo il link in cui vedere i: 30 Days of Pinspiration, un pratico appuntamento quotidiano di consigli per il natale: ricette, decorazioni, …

In questo articolo la ABC anticipa qualcuna delle prossime board che verranno svelate di giorno in giorno, non resta che vedere quali consigli ci aspettano da questo bollettino giornaliero di pinspirazioni

30 days of pinspiration

Pinterest in versione calendario dell’avvento

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6 utili strumenti per Pinterest (un articolo di Christian Karasiewicz)


Vi segnalo un post che raccoglie link a ottimi strumenti per Pinterest.
Quasi tutti gratuiti e devo dire che alcuni sono utilissimi: PinAlert, Pingraphy

6 useful Pinterest tools (PicMonkey, Pingraphy, Quozio, Curalate, Pinstamatic,PinAlerts) to grow engagement and get more repins from Christian Karasiewicz…

Il link all’articolo: www.christiankonline.com

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Aggiornata l’app di Pinterest su iPad!


Davvero un bell’aggiornamento per l’app di Pinterest su iPad.

Finalmente non si è costretti a utilizzare l’iPad come se fosse un iPhone in grande, i miglioramenti sono tanti tra tutti il vantaggio di avere disponibile tutto lo spazio dello schermo come succede nei browser; a questo punto è più facile fare paragoni tra l’interfaccia di Pinterest su browser e la nuova applicazione, che tra iPad e iPhone, sono due cose distinte e la cosa a mio parere è perfetta, chi usa il melafonino ha bisogno di un servizio più spartano, mentre su iPad le cose sono diverse: lo spazio a schermo c’è e adesso è ben sfruttato.

Non resta che fare l’aggiornamento o scaricarla qui e pinnare comodamente 

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